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Fashion Law e Tutela dell’Impresa Moda

di Simona Piccioni - Wednesday, 10 June 2020, 08:56
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A cura dell’Avv. Simona Piccioni

Nel nostro Paese, il settore tessile/abbigliamento si posiziona al secondo posto nel manifatturiero in base al numero di addetti, con  46.000 aziende perfettamente operative e caratterizzate da una forte propensione all'export (40%) 

Inoltre a tutt’oggi il Sistema Moda rappresenta di fatto  il 15% di tutto l'export italiano ma esso è, purtuttavia, grandemente esposto a diverse insidie ….primo fra tutte la Brexit, la sfida tecnologica USA-Cina, nonché i comportamenti tariffari neo-protezionisti. La situazione poi, più di recente, a causa della crisi non solo sanitaria, ma anche economico-finanziaria che è conseguita al Covid19, ha finito inevitabilmente col complicarsi ( e tale argomento sarà senz’altro oggetto del prossimo articolo).

La domanda a questo punto sorge spontanea: quale figura professionale si occupa, nel nostro Paese, di fronteggiare le più recenti sfide e le problematiche scaturenti dal dipanarsi della vita ordinaria di un’impresa fashion…?

Ed ancora: esiste una disciplina uniforme e che predisponga delle “linee guida” in grado di tracciare dei punti di riferimento chiari, univoci e precisi per dipanarne la matassa, all’ interno del sistema giuridico… ?

Ebbene, se dovesse capitarci di chiedere ad un americano cos’ è la Fashion Law, non ci sorprenderemmo nel sentirci rispondere compiutamente e con dovizia di particolari. Nel nostro Paese, di contro, siamo decisamente lontani dal poter vantare un insieme organico di norme, una disciplina istituzionalizzata e ben stigmatizzata nel gran caos di leggi che regolano la materia. Creatività, Innovazione, tutela del “Made in”, lotta alla contraffazione, tracciabilità della Filiera Moda, solo alcune delle parole chiave della Fashion Industry.

Solo nel corso degli ultimi anni si stanno delineando in maniera maggiormente chiara e concreta i contorni di questo affascinante ed emergente settore, le cui conoscenze e competenze tecniche si intrecciano e si completano dando vita ad un ramo specialistico del Diritto, che di certo ha solo il fatto di essere…..in continua evoluzione , visto anche il mutevole scenario del settore e la dimensione internazionale nel quale esso si realizza.

Ma sfatiamo subito il primo luogo comune: per il fashion lawyer non esiste un Kit preconfezionato degli attrezzi del mestiere: solo tanta pratica –ossia rilascio di pareri e consulenze rese ad aziende dell’alta moda, ma anche a quelle dello Street Wear, del settore arredo, delle tante aziende calzaturiere –ed ancora ( e sempre) tanto studio e aggiornamento continui portati avanti su diversi fronti e soprattutto la voglia di mettersi continuamente in discussione per concepire ed individuare soluzioni creative e flessibili, senza perdere di vista i “pilastri classici” del diritto.

 E questo perché la Fashion Law è un dominio in cui si incontrano, innescandosi tra loro in un’unione a trame fitte- diritto civile e diritto penale, tutela del Marchio e del design e legge sul diritto d’autore, profili giuslavoristici e  Contract Law, international trade law e diritto societario,  diritto processuale e amministrativo, tutela del “Made in” e Contraffazione, etica di filiera e blockchain, aspetti fiscali e doganali, contratti di façon, contratti di franchising, licensing agreements,  pubblicità e sponsorizzazioni,  Real Estate,  Etichettatura nel tessile e negli accessori moda e tutela del consumatore, fino a toccare gli argini, per noi invero alquanto perniciosi,  dell’inglese tecnico di settore (compiutamente l’ English for Fashion). 

Supportare l’impresa Moda nel delicato processo di internazionalizzazione è una delle professioni, a mio modesto avviso, più sfidanti e, al contempo,  arricchenti che un legale o giurista d’impresa possa auspicarsi di intraprendere: significa saper leggere il fabbisogno di un cliente che per definizione è “difficile” e complesso, saperne ascoltare il fabbisogno specifico, consigliandolo spesso con soluzioni innovative, supportandolo e tutelandolo efficacemente in diversi ambiti e proteggendo, innanzitutto, i suoi intangible assets, ossia quell’insieme di  valori portanti, immateriali ma non per questo secondari, che un determinato fashion brand è in grado di veicolare, non solo sul mercato nazionale, ma spesso nel mondo intero e di cui quel prodotto (abito, scarpa, borsa o accessorio che sia, ma anche elemento d’arredo) gioca il ruolo di portavoce privilegiato.

Gestire le problematiche delle imprese del fashion e del luxury richiede una conoscenza approfondita del settore, quella che solo chi ha lavorato in prima linea ha davvero potuto maturare.

Di seguito alcune delle domande maggiormente ricorrenti dei clienti provenienti dal settore Fashion-Luxury, alle quali è stato necessario fornire un’esaustiva risposta al fine di tutelare l’impresa moda:

  • Quali sono le clausole che tutelano il Franchisor nel settore moda..? E quali i commercial contracts maggiormente utilizzati nel fashion ?
  • Come si sostanzia la tutela del Marchio nell’impresa Moda?
  • Qual è l’oggetto della tutela del diritto d’autore nel Fashion?
  • Quanto dura la tutela a seguito della registrazione di un particolare design..?
  • E poi , ancora, alle creazione di uno stilista o di un design, per esempio nel settore luxury, possono essere estese le tutele del diritto d’autore?
  • Il concept store, ossia un punto vendita connotato da una serie di elementi di arredo e di design- quindi la concezione che si faccia di un negozio- può avere carattere creativo ed esser conseguentemente oggetto di tutela della Legge sul diritto d’autore?
  • Cos’ è la creatività e in quali forme viene tutelata dalla legge italiana?
  • La tutela del design e quella garantita dal diritto d’autore possono coesistere?
  • Come etichettare un capo di abbigliamento destinato ad esser immesso nel mercato in Svizzera o in Norvegia?
  • Come interpretare e coniugare la normativa della tutela del consumatore con l’immissione in commercio di un capo della  nuova collezione di moda…?
  • Cosa si intende per Innovation nel fashion?
  • Quali le maggiori novità in tema di tracciabilità e trasparenza della filiera Moda..?

A queste domande devono necessariamente rispondere dei professionisti del settore (fashion lawyer) anche attraverso l’analisi puntuale di alcune tra le più note sentenze sulla moda: dal caso Chaise longue Le Courbousier (Tribunale di Milano, sent. n. 2311/2014) al caso Bormioli (Tribunale Milano sent. n. 3148/2015), alla sentenza Kiko contro Wjcon del 2015, al più recente caso Moon Boots con la sentenza del Tribunale di Milano n. 8628/2016, fino al caso Louboutin, diventato famoso per l’uso improprio di una suola rossa di scarpe che da tempo rappresentava il marchio d’impresa di un tipo di scarpe a tacco alto utilizzato dal 2008 negli States da Christian Louboutin ( il quale lo aveva già registrato -per la prima volta- in Francia nel 2000). 

La protezione del sistema moda è una sfida importante per il tessuto imprenditoriale dell’Italia. E’ necessario, pertanto, che le imprese del settore si dotino di tutti gli strumenti necessari per affrontarla con successo, mettendo in campo, combinandole e armonizzandole fra loro, norme antiche e nuove con soluzioni pratiche ed innovative.