Immagine Saverio Aprile

LA GESTIONE DEI RISCHI NEL COMMERCIO INTERNAZIONALE

di Saverio Aprile - venerdì, 25 novembre 2022, 09:41
Su tutto il web

Abstract

Non esiste operazione nelle attività di import e di export che sia esente da rischi.
Che si tratti di espandere le vendite export o di acquistare da fornitori internazionali residenti in qualsiasi parte del mondo, moltissime aziende italiane stanno raccogliendo i frutti del commercio estero perché le strategie di internazionalizzazione e il processo di export ed import permettono di raggiungere grandi opportunità. Allo stesso tempo, però, le aziende devono lavorare alla difesa del proprio business e pertanto, la missione di ogni impresa è quella di imparare a conoscere, gestire, controllare e tutelarsi dai diversi rischi.
Fortunatamente, sono disponibili tanti strumenti, finanziari e di altro tipo, che permettono di aiutare le imprese ad affrontare queste sfide e raggiungere le migliori opportunità di business.

--------------


Nelle strategie di internazionalizzazione vive una inconfutabile certezza: non esiste un’operazione di import ed export a rischio zero.
Questa considerazione insegna che è fondamentale imparare a conoscere, gestire, controllare e tutelarsi dai diversi rischi

Quali rischi e definizione del concetto di rischio nelle strategie di internazionalizzazione.

Chi svolge attività di fa impresa sa che c’è sempre qualche rischio, non fanno, nella maniera più assoluta, eccezione a questa regola generale le esportazioni e le importazioni. Ebbene è il momento di guardare il commercio estero in una nuova prospettiva.
Da diversi anni il processo di internazionalizzazione è legato ad un progressivo processo di espansione delle relazioni internazionali, questo sviluppo dei traffici generano sempre maggiori relazioni che si manifestano sia dal punto vista politico sia da quello meramente commerciale.
L’aumento di contatti porta ad una crescente competizione globale fra imprese che appartengono a sistemi economico-sociali diversi, come naturale conseguenza le imprese e gli uomini devono confrontarsi nell’unico scenario internazionale ipotizzando anche possibili rischi che aumentano in maniera esponenziale.
È giunto il momento di declinare il concetto di rischio nei processi di vendita e di acquisto tipici degli scambi nei mercati internazionali, utilizzando una delle tante definizioni in uso.
È preferibile sceglierne una precisa, breve, ma efficace, magari meglio se supportata da un semplice schema di analisi che si propone qui di seguito:

  1. I rischi sono vari e diversi e devono essere suddivisi per categorie. Questi rischi possono essere identificati nel verificarsi di un evento imprevedibile e che può generare un danno doloso o fortuito, proprio quando è in corso un’attività di esportazione e/o di importazione. Queste attività sono note come una sequenza di prestazioni che un’impresa fornisce ai clienti all’estero o che richiede ai vari fornitori internazionali;

  2. Per rischi nel commercio internazionale intendiamo quindi eventi in grado di influenzare negativamente il successo delle operazioni commerciali con l’estero.



Rischi in aumento e concatenati tra di loro

L’esperienza e la lettura di settore costringono a scrivere che molti rischi legati ai processi di internazionalizzazione vengono spesso trascurati. Infatti, solo una parte delle aziende orientate all’import e all’export, si avvale di una gestione strategica del rischio.
I rischi, per loro natura e continuità, non vanno mai affrontati ed analizzati in maniera singola, ma devono essere gestiti con una dinamica fluida e coerente con le strategie di internazionalizzazione e dovranno essere caratterizzati da una “tempistica” nella quale i rischi vanno posti in prima posizione come momento di analisi.
Forse è utile un esempio di scuola per spiegare l’indicazione appena letta. Nel momento in cui si entra in contatto con un nuovo potenziale cliente e la trattativa commerciale e alle battute finali, l’azienda potrebbe informarsi sulla solvibilità della controparte e qualora le informazioni sulla controparte non siano del tutto “rassicuranti”, si potrebbe, quindi, ipotizzare un’assicurazione contro il rischio di cambio, e allo stesso tempo si potrebbero utilizzare strumenti finanziari per la riduzione del rischio di credito.
Bisogna aggiungere che tutte le strategie di marketing internazionale di penetrazione nei vari mercati target ipotizzati, vanno preparate con severa attenzione, infatti, sarebbe fondamentale redigere attente analisi sui singoli paesi e mercati, valutare eventuali criteri di assicurazione del credito, ma mettere in pratica anche un’accurata gestione della movimentazione delle merci, scegliendo con criterio vettori e spedizionieri e stipulando anche efficaci ed efficienti coperture assicurative sui beni viaggianti.

Il processo di “international risk management” nelle aziende internazionalizzate

L’operatività della gestione dei rischi dovrebbe essere organizzata nel processo aziendale definito: “Risk Management” che testualmente possiamo indicare come Gestione del Rischio che è un “metodo” che ogni azienda dovrebbe applicare sistematicamente alla propria gestione, mediante differenti attività sistematiche quali identificazione, misurazione, valutazione, trattamento dei rischi nelle attività internazionali.
I compiti di tutte le risorse, e non solo di quelle che lavorano nella diretta della gestione del processo del “risk management”, è quella di salvaguardare e potenziare gli elementi intangibili del valore dell’azienda, per il miglioramento dei propri stakeholder, sopportandone gli obiettivi attraverso la predisposizione di una dinamica metodologica che consente uno svolgimento coerente e controllato di ogni futura attività legate alle tecniche di commercio internazionali e strategie di internazionalizzazione.
Alcuni benefici dell’“international risk management”? Di certo l’evoluzione del processo decisionale, la pianificazione e la creazione di priorità attraverso una comprensione esauriente e strutturata di tutte le attività verso i mercati internazionali e con il perfezionamento di tutti gli eventi e delle relazioni internazionali.
Un ulteriore vantaggio è quello che contribuisce, inoltre, a un utilizzo e a una ripartizione più efficace delle risorse economiche ed umane che ogni organizzazione assegna per lo sviluppo del valore internazionale dell’impresa nelle percezioni dei vari clienti nei mercati target. Alcuni di questi vantaggi sono ricondotti alla protezione dell’investimento per la crescita del “brand awareness”, cioè il grado di conoscenza di un marchio da parte dei consumatori, del know how dell’organizzazione e delle persone chiave, nonché l'efficienza operativa anche in ottica lean.
Va ricordato che ogni comportamento che riguarda l’“international risk management” non viene rappresentato da una singola azione atta a coprire un rischio, ma deve essere interpretato e organizzato come una procedura continua, che con un approccio graduale coinvolge la “corporate strategy”.
Una strategia sempre a lungo termine che deve essere integrata nel clima intellettuale dell’organizzazione attraverso un approccio mirato, da parte di tutte le risorse, gestiscono al meglio le responsabilità specifiche e ruoli vissuti all'interno dell'azienda.
“L’international risk management” non è da confondere con il concetto di "Risk Assessment" o che letteralmente significa “analisi del rischio”, infatti, con questa tipologia di analisi si mette in pratica una metodologia volta alla determinazione del rischio associato a determinati pericoli o sorgenti di rischio.
Comunque, non è una metodologia utile per l’individuazione dei rischi nelle attività di commercio estero, perché, solitamente è un metodo di ricerca applicato ai molteplici campi, come ad esempio nel settore agro - alimentare oppure durante lo sviluppo di sistemi di protezione dell'ambiente e del territorio.

Una classifica dei vari rischi nelle attività internazionali.

Spesso le imprese identificano il mancato pagamento della fornitura come una sorta di rischio principale e “rischio assoluto”
È vero che il mancato pagamento di una fornitura ha un impatto importante sull’equilibrio delle imprese che per caratteristiche strutturali non sono grandi aziende, anzi sono solitamente piccole e micro imprese. La tecnica di copertura nei confronti di questo rischio avviene, generalmente, con la clausola del pagamento anticipato.

La tipologia di rischio

La tipologia del concetto di rischio deve essere intesa in maniera molto più ampia. Perché non esiste solo un rischio e una sola tecnica di copertura dell’incognita.
È giusto dire che esistono varie tipologie di rischio che spesso si legano e si concatenano, occorre conoscere queste dinamiche per valutare la reale presenza dei rischi ipotizzati e quindi definire i rischi da coprire, quali sono da cedere e quali da accollarsi consapevolmente.
Le fasi di riconoscimento e valutazione di un determinato rischio hanno grande importanza, perché l’obiettivo finale è fornire la soluzione migliore per cogliere l’opportunità commerciale e relativa remunerazione, mitigando nel contempo i rischi in campo.
Per ogni tipologia di rischio devono essere individuate precise azioni per individuare l’attività di commercio internazionale nella pluralità di rischi, che possono essere di varia natura: da quelli dinamici e assolutamente fuori dal controllo delle aziende, a quelli derivanti dall’operare errate scelte commerciali, o a quelli connessi con gli adempimenti e le attività tipiche degli scambi internazionali.